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Arcipreti di Licata

 

Dal 1508, anno di fondazione della chiesa, ad oggi sono tanti i parroci arcipreti che si sono succeduti nella guida della Chiesa Madre che, oltre a ricoprire importanti incarichi diocesani ed essendo anche Vicari Foranei, si sono impegnati nelle molteplici attività pastorali e spirituali, a volte anche a livello sociale nei momenti di crisi della città. Inoltre a loro va il merito dei continui interessamenti e sollecitudini per i lavori e per gli urgenti restauri che aveva bisogno il nostro Duomo.

Dai documenti d’archivio si è potuta ricostruire in maniera sommaria la successione dei parroci e gli anni di servizio degli arcipreti in Chiesa Madre, così elencata*:

 

  1.

Giglio Filippo Antonio

1508

  2.

Giliberto Carlo

1565

  3.

D’Alessandro Donato

1615

  4.

Maneta Francesco

1626

  5.

Proceda Antonio

1629

  6.

Reitano Antonio

1636

  7.

La Ferla Diego

1637

  8.

Traina Giuseppe

1645

  9.

Costanzo Ludovico

1646

10.

Trainito Rocco

1649

11.

Streva Angelo

1655

12.

Mensa Giuseppe

1680

13.

Formica Giovan Battista

1692

14.

Sanchez Antonio

1703

15.

Labiso Antonio

1712

16.

La Fonte Leonardo

1748

17.

Ciancio Antonio

1756

18.

Re Filippo

1770

19.

Cumbo Stefano

1771

20.

Mendolia Pietro

1790

21.

La Rizza Bernardo

1810

22.

Marotta Calogero

1825

23.

De Pasquale Antonio

1829

24.

Re Stefano

1831

25.

De Pasquale Gaspare

1840

26.

Corvaja Giambattista

1846

27.

Di Matteo Vincenzo

1850

28.

Urso Giacomo

1856

29.

Pestritto Vincenzo

1860

30.

Santamaria Angelo

1878

31.

Incorvaia Raimondo

1893

32.

 Carlisi Pietro

1913

33.

Curella Angelo

1917 - 1954

34.

Bellino Giuseppe

1956 - 1976

35.

De Marco Giulio

1976 - 1993

36.

Castronovo Antonio

1993 - 2011

37.

Fraccica Angelo

2011 - in carica

 

Giglio Filippo Antonio già vicario foraneo di Licata, venne chiamato all’arciprepositura quando fu fondata la Chiesa Madre.

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Giliberto Carlo nell’agosto 1602 fu uno dei fondatori della Arciconfraternita del SS. Crocefisso, detta dei Nigri, per curare il culto del Crocefisso Nero.

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Costanzo Ludovico nel novembre 1646 si rese protagonista di una petizione di giustizia inviata al Viceré poiché, a causa di una carestia che comportò l’aumento del prezzo del grano, il popolo licatese minacciava di assalire il Regio Caricatore.

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Trainito Rocco nel gennaio 1649 fu testimone della vendita della città dal Demanio al Vescovo di Agrigento, per il tramite del suo vicario il duca di Palma, Giulio Tomasi.

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Cumbo Stefano nell’aprile 1771 furono compilati i capitoli dello “Statuto” della Collegiata della Chiesa Madre. Membro dell’Accademia dell’Arcadia di Licata, scrisse gradevoli componimenti poetici e pronunziò eruditi sermoni.

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Mendolia Pietro nell’ottobre 1791 fu chiamato dal Giudice della Monarchia alla direzione del Collegio Serroviriano, una scuola fondata dall’aristocratica famiglia dei Serrovira di Licata per dare istruzione ai cittadini.

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La Rizza Bernardo nel 1822 diede inizio alla raccolta dei fondi per i restauri della chiesa.

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Arc. Calogero Marotta (ritratto di proprietà della Confraternita della Carità)Marotta Calogero si impegnò a continuare i luogo della sepoltura dell'Arc. Marottarestauri della Chiesa Madre e fu benefattore dell'Ospedaletto degli Incurabili della Confraternita della Carità di cui fu cappellano per molti anni. Morì nel 1829 e fu sepolto nel presbiterio della chiesa dove sulla lapide si trova lo stemma di famiglia. Il suo ritratto si conserva nella pinacoteca della confraternita Maria SS. della Carità di Licata.

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Arc. Giambattista CorvajaCorvaja Giambattista monumento funerario dell'Arc. Corvajanel 1848 eletto canonico, morì giovanissimo nel 1850 all’età di 27 anni; nella navata sinistra della chiesa, tra gli altari del "Cuore Immacolato di Maria" e de "La Sacra Famiglia venerata dai Santi Filippo Neri, Lucia, Rosalia, Agata e Carlo Borromeo", è presente il suo monumento funerario.

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Di Matteo Vincenzo su invito del vescovo di Agrigento che ne riconobbe i suoi meriti rinunziò all’arciprepositura per dedicarsi ad importanti incarichi diocesani, quali Maestro di Spirito e Esaminatore Sinodale.

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Arc. Giacomo Urso (ritratto di proprietà della Confraternita della Carità)Urso Giacomo animato da profondi monumento funerario dell'Arc. Ursosentimenti di carità e, nonostante i suoi importanti incarichi ecclesiastici, divise la sua vita con gli orfani e i poveri; morì nel 1860 ed è ricordato all'interno della Chiesa Madre di Licata con un monumento funerario nella navata sinistra del Duomo. Come prevosto dell'Insigne Secolare Collegiata lo troviamo raffigurato in due tele conservate presso le sedi delle confraternite del SS. Salvatore e della Carità di cui fu cappellano.

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Arc. Vincenzo PestrittoPestritto Vincenzo tra le sue opere meritano monumento funerario dell'Arc. Pestrittoessere ricordate la reintegra alla Chiesa Madre della chiesa S. Maria del Soccorso, oggi chiesa di Pompei, abbandonata dai PP. Agostiniani e l’erezione di una parrocchia dedicata a San Vincenzo. Morì nel 1876 e in sua memoria gli venne realizzato un monumento funerario nella navata sinistra della chiesa.

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Arc. Angelo Santamaria (ritratto di proprietà della Confraternita del SS. Salvatore)Santamaria Angelo riuscì a raccogliere molte donne per le attività pastorali della parrocchia quando a Roma nel 1870 nasceva la “Pia Unione Figlie di Maria e Madri Cristiane”. Fece fare nuovo il pavimento della chiesa, insieme agli altari laterali di marmi colorati che portano la data 1891-1892. Una tela che lo raffigura come prevosto della Collegiata è conservata presso la sede della confraternita del SS. Salvatore di Licata.

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Arc. Raimondo Incorvaia, foto tratta dall'art. del prof. Angelo Luminoso - La Vedetta nov.94Incorvaia Raimondo nel 1897 si interessò del porticina del tabernacolo dell'altare del SS. Sacramentorestauro della chiesa di S. Maria del Soccorso che era abbandonata, facendola riaprire al culto e consacrandola alla Vergine di Pompei. Nel 1904 con il contributo dei fedeli fece realizzare la porticina del tabernacolo dell’altare del SS. Sacramento della Chiesa Madre di Licata.

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Arc. Angelo CurellaCurella Angelo nato a Licata il 20 luglio 1881, ordinato sacerdote il 12 luglio 1908, è rettore della Chiesa del Carmine di Licata. Il 23 novembre 1917 viene nominato parroco arciprete della Chiesa Madre, per la quale dedicò molto tempo del suo servizio alla ristrutturazione completa della chiesa che si presentava in uno stato deplorevole e alla formazione dei gruppi parrocchiali e di realtà culturali, costituendo i quattro rami dell’Azione Cattolica e istituendo i “Catechismi parrocchiali”. Durante guerra istituisce il “Segretariato del Popolo” con lo scopo di collegare attraverso la Santa Sede le famiglie ai propri combattenti. Nel 1920 fu uno dei soci costituenti dell’attuale Banca Popolare Sant’Angelo. Nel 1934 Pio IX lo nomina suo Cameriere Segreto e Pio XII nel 1947 lo elegge Prelato Domestico di Sua Santità. Volle e riuscì che a Licata venisse celebrato il Congresso Eucaristico Mariano nel 1951, il suo impegno gli valse la nomina di canonico onorario della Cattedrale di Agrigento, mentre prima ancora si impegnò per la statua del Cuore di Gesù al porto. Scrisse due piccoli volumi: uno di carattere spirituale “Giorno per giorno”, l’altro storico e di vita religiosa locale monumento funerario di Mons. Curella“Licata tradizionalmente cattolica”. Nell’ottobre 1954, sofferente e stremato dai tanti impegni pastorali, lascia la cura della parrocchia al nuovo arciprete che sarà mons. Giuseppe Bellino. Morì a Licata il sarcofago di Mons. Curella28 settembre 1962 e il 5 novembre 1969 il suo corpo fu trasferito e sepolto all’inizio della navata destra in Chiesa Madre dentro un marmoreo sarcofago, sopra cui è stato realizzato un mosaico raffigurante la Resurrezione, opera dell’artista Francesco Bosco.

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Arc. Giuseppe BellinoBellino Giuseppe nato a Santa Margherita Belice il 4 settembre 1913, ordinato sacerdote il 29 luglio 1936, passò i primi anni di sacerdozio a Sambuca di Sicilia, finchè nel 1954 fu mandato a Licata come delegato vescovile ad aiutare mons. Curella e nel 1956 fu nominato arciprete. Sacerdote risoluto, dovette affrontare molte battaglie contro la miseria in cui versava il quartiere Marina e il cinismo della classe politica. Il 29 giugno 1958 concretizzò il desiderio del suo predecessore, mons. Curella, di collocare una statua del Cuore di Gesù al porto. Negli anni Sessanta portò lo scoutismo in Chiesa Madre, fondato anni rivista che illustra l'iniziativa di Mons. Bellinoprima da don Di Bartolo nella vicina Chiesa del SS. Salvatore. Uomo di grande cultura e amante della storia, si interessò della cura e della sistemazione dell’archivio parrocchiale e promosse validi incontri culturali e attività sociali. Singolare e provocatoria la sua iniziativa monumento funerario di Mons. Bellinoquando agli inizi degli anni ’70, a causa del silenzio e della lentezza del restauro del campanile le cui pietre continuamente cadevano giù, egli raccolse i pezzi e, sistemati dentro delle scatole, li spediva per posta a Palermo per sensibilizzare la Regione, riuscendo alla sua impresa di vedere almeno consolidato il campanile. Morì il 21 settembre 1976 e in sua memoria sulla navata destra della chiesa fu collocato un ricordo votivo.

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De Marco Giulio nato a Casteltermini il 7 giugno 1943, ordinato sacerdote il 30 giugno 1968 fu subito mandato a Licata come vicario cooperatore in Chiesa Madre. Alla morte di mons. Bellino, il 1° ottobre 1976 fu nominato parroco arciprete, incarico retto fino al 31 agosto 1993, quando il Vescovo lo trasferisce a Raffadali. Sotto la sua arcipretura nel 1986 avvenne a Roma la canonizzazione del cardinale teatino licatese San Giuseppe Maria Tomasi e nel 1987 l’arrivo a Licata dell’urna contenente le sue reliquie. Nell’ottobre 1988 un violento incendio colpì la cappella del Maenza, sita nel transetto sinistro della chiesa, provocando seri danni, causando la chiusura della Chiesa Madre, le cui attività furono trasferite nella vicina Chiesa di San Francesco.

(vai alla pagina del capitolo della collegiata)

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Castronovo Antonio è stato Prevosto Parroco della Chiesa Madre di Licata fino al 30 settembre 2011, trasferito nella Chiesa Madre di Palma di Montechiaro il 1° settembre 2011.

(vai alla pagina del prevosto)

(vai alla pagina del capitolo della collegiata)

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Fraccica Angelo è attuale Parroco Arciprete della Chiesa Madre di Licata con nomina del 1° ottobre 2011, provenie dalla parrocchia Maria SS. della Catena di Villaseta, frazione di Agrigento.

(vai alla pagina del parroco)

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* (elenco tratto dal libro “Storia della Chiesa Santa Maria La Nuova Madrice di Licata” di Calogero Carità)

 

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