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Storia della Insigne Secolare Collegiata

 

La Chiesa Madre è sede dell’Insigne Secolare Collegiata fondata verso il 1732 con bolla pontificia di papa Clemente XII, il cui Statuto venne redatto il 10 aprile 1771.

La Collegiata è una comunità di sacerdoti, riuniti in un collegio o capitolo di canonici nominati dal Vescovo, con sede in una chiesa di una certa importanza per rendere più dignitoso e solenne il culto divino. La nostra è definita insigne per i privilegi concessi dai vari Pontefici e Vescovi ed è detta secolare perché formata esclusivamente da sacerdoti diocesani.

uno dei Prevosti della Collegiata dei secc. XVIII-XIX (proprietà della Confraternita della Carità) Tra i canonici vi sono i dignitari della Collegiata che occupano un posto preminente. il Can. Giuseppe Salto, Arcidiacono della Collegiata alla fine dell'Ottocento (proprietà della Confraternita del SS. Salvatore) A capo della Collegiata vi è il Prevosto che di solito coincide con il parroco arciprete, per il fatto che essa ha sede presso la Chiesa Madre, poi seguono il ciantro, l’arcidiacono e il tesoriere o economo, ognuno con rispettive funzioni all'interno del capitolo.

La Collegiata ha avuto nei secoli un ruolo importante e fondamentale nella storia della città e della Chiesa licatese, riconosciuto anche a livello diocesano e confermato da rilevanti bolle e decreti vescovili, come la bolla del vescovo di Agrigento, particolare vestiario indossato dai canonici di Licata nel corso della processione del Venerdì Santomons. Antonio Cavaleri, del 5 maggio 1791 in cui si concede ai canonici il privilegio d’indossare sopra il rocchetto e la mozzetta, la cappa magna con l’ermellino, per l’importanza e l’estensione della città, per la costante opera della locale chiesa e per i continui e validi interventi di restauro promossi per la Chiesa Madre.

Le sedute e le attività della Collegiata sono documentate negli Atti Capitolari conservati nell’archivio parrocchiale, ma alcuni purtroppo sono andati bruciati a causa dell’incendio del 1988.

Oggi il prevosto parroco can. Antonio Castronovo sta cercando di ridare quel pregio e quella dignità che la Collegiata aveva un tempo, riprendendo la sua partecipazione alle più importanti celebrazioni religiose.

i canonici della Collegiata si genuflettono prima di eseguire lo Stabat Mater nel corso della processione del Venerdì Santo (foto 2003)Ed infatti la Collegiata partecipa ai riti del Venerdì Santo, in particolar modo la sera quando si raduna in Chiesa Madre per andare in processione alla deposizione del Cristo dalla croce; durante la processione in Piazza Progresso i canonici si genuflettono rivolti verso al calvario e poi eseguono lo Stabat Mater.

i canonici della Collegiata intonano lo Stabat Mater nel corso della processione del Venerdì Santo (foto 2003)i canonici della Collegiata intonano lo Stabat Mater nel corso della processione del Venerdì Santo (foto 2007)

Nel cerimoniale previsto per la festa di Sant’Angelo dove la Collegiata è presente, con il prevosto che apre il cancello della cappella del santo, presiede i vespri solenni, la Santa Messa e partecipa alla processione.

il Prevosto Mons. Bellino con il baculo presenzia alla processione di S. Angelo (5 maggio 1975 - foto di Angelo Schembri)i canonici si recano in S. Angelo per presenziare alla processione del S. Patrono (5 maggio 2006)

Alla partecipazione completa della processione del Corpus Domini dove i canonici si alternano a portare il SS. Sacramento dentro il prezioso ostensorio sotto il bellissimo baldacchino dorato della Chiesa Madre.

i canonici durante la Solenne processione del SS. Sacramento (Corpus Domini 1995)i canonici della Collegiata attorno al SS. Sacramento (Corpus Domini 2006)

 

 

 

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